Supervisione di gruppo*

Proteggi la tua salute psicologica e difendi la qualità del tuo lavoro

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*(Su richiesta, anche individuale)

Pensato per psicologi, medici, operatori di comunità, educatori

Il Servizio di Supervisione della Casa della Psicoanalisi si rivolge a tutti gli operatori sociali, rispondendo all'evidente necessità di avere una formazione permanente e un sempre aggiornato osservatorio sul disagio psicologico.

La malattia, ovvero l'incapacità alla soddisfazione individuale, è sempre più evoluta e si diffonde in modo preoccupante contagiando soprattutto i soggetti che lavorano a stretto contatto con la malattia stessa per fronteggiarla e combatterla.

Aver cura del proprio benessere diventa dunque un diritto-dovere di chiunque lavori a contatto con altri. Il proprio star bene o male si riverbera inevitabilmente sulle persone vicine e a volte non solo.

Lo strumento più idoneo per evitare infezioni sta nel saper esercitare il proprio giudizio per individuare ciò che è buono e ciò che è dannoso e, soprattutto, da dove proviene.

Obiettivi

  • A breve termine

    Trovare, nel tempo della supervisione, lo spazio psicologico per trasmettere e ricevere le proprie esperienze e le proprie proposte di lavoro affinché possano essere assunte come comuni per il conseguimento del benessere soggettivo e, di conseguenza, dei colleghi.

  • A medio termine

    Trovare un’identità nella differenza e non nell’uguaglianza. Identità che consiste nel condividere la meta del proprio singolo moto anche se compiuto in ambiti e condizioni diverse.

  • A lungo termine

    Portare il gruppo a riassumere in sé un’esperienza di lavoro unica e globale pur nella frammentazione dei singoli atti di lavoro.

Supervisione

  • Strumenti

    Almeno un incontro ogni quindici giorni di due ore ciascuno.

  • Metodologia

    La supervisione potrà avvalersi di strumenti conoscitivi su specifici argomenti o proporsi come spazio di opportunità di parola per gli operatori.

  • Analisi dei risultati

    Due incontri di verifica, uno dopo i primi sei mesi e l’altro alla fine dell’anno di lavoro.

Supervisione clinica

  1. Creazione o ri-creazione di un comune linguaggio comunicativo. Ottenibile attraverso una in-formazione generale che sappia accomunare forma e azione. L'informazione data da unica fonte permette l'equiparazione dei dati e successiva comunanza di linguaggio.
  2. Migliore definizione e differenziazione tra posto e ruolo. Ognuno ha un posto a tavola così come ognuno ha un posto preciso nel rapporto “Soggetto-Altro".
  3. Ideazione di un rapporto con la rete esterna istituzionale che, in quanto tale, è sempre espropriante della competenza soggettiva.
  4. Mantenimento del posto del soggetto e sua difesa.
  5. Approccio alle dinamiche difensive del contagio psichico dovuto all'esposizione continuativa alla malattia.
  6. Recupero della competenza psicoterapeutica degli psicologi.

I concetti fondamentali del nostro orientamento-ordinamento

  1. Nella vita delle persone, non c’è differenza tra pubblico e privato.
  2. L’unica realtà ad avere conseguenze  immediate e mediate per il soggetto è la realtà psichica.
  3. Malato è il soggetto che non raggiunge una qualunque forma della propria soddisfazione.
  4. L’altro. Il rapporto con l’altro è irrinunciabile per conseguire la soddisfazione-guarigione.
  5. Psicologia è lo studio del moto pulsionale dei corpi umani. Psicologo è il soggetto che ri-conosce il proprio moto pulsionale a soddisfazione.
  6. Rinunciando, negando, mistificando il proprio moto a soddisfazione, il soggetto ottiene sempre una sanzione.
  7. La vita psichica è vita giuridica: è diritto, dove non esiste alcuna distinzione tra psiche e pensiero.
  8. L’unica difesa alla patologia è il giudizio: “mi piace, non mi piace” - “mi conviene, non mi conviene”.
  9. La trasmissione della patologia cessa là dove il soggetto pone la propria scelta all’imposizione in genere, e all’autorizzazione in particolare.
  10. Praticare la psicologia significa ragionare con il proprio pensiero.

Ulteriori argomenti

Casi clinici

Un caso non è mai a caso, ma è irripetibile e unico nel suo farsi ed evolversi. La soggettività di ogni individuo deve essere salvaguardata. La clinica è quel momento in cui ogni singolo operatore espone i propri riferimenti di normalità, salute, patologia attraverso l’esercizio del giudizio. Lo psicologo cura e tratta soprattutto col proprio moto a soddisfazione.

Clinica

Il dilagare della patologia espone gli operatori del settore a forme di contagio e d’infezione pressoché continue.

Per questo motivo lo psicologo è tenuto a difendersi dandosi sempre maggiore competenza sulle proprie dinamiche e sulle proprie “tentazioni” patologiche: sano è colui che è ammalabile. Pertanto è consigliabile la forma di “aiuto” del percorso individuale.

Può inoltre aiutare l’adesione a: seminari, convegni, gruppi di lavoro, per la propria personale realizzazione.

Il momento clinico della supervisione è uno di questi aiuti, dove il soggetto è chiamato a esercitare la propria  capacità elaborativa intorno a temi di lavoro e di attualità di vita quotidiana al fine di conseguire quegli strumenti più idonei all'esercizio del proprio benessere.

Stato clinico

E’ semplicemente il tentativo, sempre in atto, di descrivere come il soggetto pratichi ciò che pensa, quali sono le norme di questo “fare” tanto quanto sono gli ostacoli o impedimenti a questo “agire”.
In questo settore si rileverà il polso dello stato dell'umore di ciascuno.

I relatori

Giovanni Callegari (psicoterapeuta e psicoanalista)

Si laurea nel 1977 in psicologia dell’età evolutiva all’Università di Torino. Socio e fondatore di diverse associazioni psicoanalitiche, conduce seminari, convegni, incontri scientifici in Italia e all’estero. Già giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Torino e supervisore di cooperative che operano in comunità per donne maltrattate anche con figli in Lombardia e Piemonte (Cooperativa sociale “Il Sentiero” e “La Clessidra”).

 

Giancarlo Gramaglia (psicoterapeuta e psicoanalista)

Si occupa di psicoanalisi dagli anni settanta a Torino. In analisi con Giancarlo Baussano, collaboratore di Cesare Musatti e successivamente a Parigi con Genny Lemoine collaboratrice di Jacques Lacan. Psicologo e psicoterapeuta, fonda il Laboratorio di Formazione e Lettura Psicoanalitica (LFLP) nel 1980 del quale è tuttora presidente. Segue dagli anni novanta il pensiero di Giacomo B. Contri. E’ Socio della Società Amici del Pensiero Sigmund Freud (SAP) sin dalla fondazione avvenuta nel 2009/’10.

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