Tutte le lotterie europee

  1. Article: Così come ACS casinò mercato dovrebbe ridursi a soli sette operazioni entro la fine del 2026, ci sono una serie di altri sviluppi che si svolgono che hanno il potenziale per alterare drasticamente gli stati gioco d'azzardo industria.
  2. Casino Mania: come riconoscere i siti sicuri e legali in Italia - Giochi come questi hanno così tante possibilità quando si tratta di vincere.
  3. Winnita Casino: Recensione e Confronto Mercato: Ottieni ancora più denaro di quanto ti aspettassi e ti piacerà giocare con il gioco di slot Pieno di tesori di sicuro.

Come vincere un bel terno al lotto

Migliori Casino Paysafecard 2026: Guida Completa
I casinò online Svezia, offrono molte opzioni di gioco emozionanti.
Article
Dal momento che GamStop non è ancora un programma obbligatorio, ci sono alcuni operatori di gioco online di qualità che non si sono registrati con il programma.
È sicuramente uno dei più popolari, se non, il gioco da tavolo più popolare giocato negli Stati Uniti.

Gioco del lotto simulazione vincite

Casino senza documenti: realtà o trappola? Guida 2026
Overlay wilds tendono ad apparire in modo casuale alla fine dei giri.
Migliori Slot Machine Gratis in Italia: Guida 2026
Se non hai guardato il nostro sito oggi, ti consigliamo vivamente di porre rimedio a questa situazione.
Slot Machine Online: Guida 2026 a Legalità e Bonus

Della “presunta” responsabilità  dell’artista nella comunicazione del “significato” del suo fare arte

Se l’artista fosse assolutamente “padrone” del suo atto artistico e della comunicazione del medesimo, non avremmo più neppure “schegge” d’arte, ma soltanto “l’adorazione silenziosa” di un idolo da parte di una schiera di “fedeli silenziosi, a sua volta; l’arte sarebbe una “fede fondamentalista”, la democrazia in ambito artistico sarebbe sicuramente un reato, ma soprattutto l’arte sarebbe una forma di nevrosi isterica, dove gli “appuntamenti” tra soggetto e universo che strutturano l’arte e la relazione che ne è alla base sarebbero sempre negati: l’artista “isterico-responsabile” avrebbe come massima: “aspettami, che non vengo”.

Arte invece è la dimostrazione più evidente che la legge universale di moto pulsionale del soggetto costituisce il rapporto e lo costruisce in modo che la scelta degli altri interessati al rapporto avvenga nell’universo possibile di tutti gli altri. Quindi, come ho già  scritto, arte è il tentativo di non rifiutarsi al rapporto, di avere accesso al proprio inconscio e dirlo, rappresentarlo (come in teatro), musicarlo, ecc. Nulla di tutto ciò, naturalmente è artificio astratto, perché mettere pensieri e iniziative allo scopo di realizzare rapporto e quindi arte, implica direttamente “responsabilità “ ma non la pseudo-responsabilità  di un “narcisista” (vedi proprio il mito greco di Narciso e Danae) che pensa di “riflettere/elaborare” bellezza, significato ecc. da far calare sugli altri (poverini, tanto incompetenti!), ma una responsabilità “ che è condivisa sullo stesso piano che è “partnership”, fra un soggetto e un altro che si sono scelti e si sono “piaciuti” nell’universo degli incontri e appuntamenti possibili di tutti gli altri.

Allora è solo artificio astratto, teoria presupposta di un qualche inutile modo di fare arte (che poi arte non è!) quello di pensare ad una “responsabilità “ di un artista con la A maiuscola, nella trasmissione (ma, forse, la paura non è quella della “perdita” di un presunto significato narcisista?) dei significati del suo fare: perché al contrario se nell’arte non c’è piacere che viene dall’altro e costituisce soddisfazione e relazione non c’è arte! L’arte e elaborazione del pensiero che si fa atto sempre dentro un rapporto di partnership tra un soggetto e un altro, degli infiniti altri possibili dell’universo, un pubblicarsi che prima o poi piacerà  a qualcuno: se c’è una responsabilità  del soggetto nell’arte è proprio quella di rispettare sempre la legge del proprio desiderare che fa rapporto qualche volta soddisfacente.

*il “codice” espressivo di un’opera d’arte: un vicolo cieco per “gelare” l’arte e la sua relazione in una rigida separazione dualistica corpo/pensiero, atto/comunicazione*
Pensare il significante di un’opera d’arte come “spirituale”, “assolutamente pensiero” e solo come tale comunicabile è una forma di astrazione, una teoria presupposta che ha antiche origini platoniche. In psicoanalisi, ogni operazione di astrazione (ma questo dovrebbe valere anche in teatro, in ogni forma di espressione artistica) della domanda di senso/significato del soggetto con il suo corpo si chiama “perversione”. Cioè togliere al soggetto la “possibilità “ di soddisfazione che gli viene dalla relazione e quindi anche dall’arte.

Sostanzialmente si crea un’ “arte con la A maiuscola” che appartiene ad una “casta competente” che possiede i codici di trasmissione del suo fare arte che nulla hanno a che fare con soggetti “bassi” come dire del “parla come mangi” così, continuare a pensare che l’arte ha dei codici di significato “astratti”, “alti” ecc. sostanzialmente lontani dal corpo e dalla relazione ha reso (ma volutamente, quindi come operazione anti-democratica) “incomprensibile” l’arte contemporanea, il teatro contemporaneo nella percezione ingenua di molti soggetti che “faticano” o meglio temono chissà  quale incompetenza personale, nel loro avvicinamento all’arte di oggi. Voglio, allora, ribadire come sia profondamente sbagliata l’idea di un “codice di comprensione” dell’opera d’arte come contenuto astratto-intellettualistico e/o intellettualoide e che l’affermazione “non capisco l’arte” ne sia una conseguenza perversa e obbligata che tiene lontana tantissima gente dall’arte che si fa oggi. Concludo queste osservazioni riferendomi, alla mia esperienza di lavoro come “performer” teatrale con la compagnia “Stalker teatro” di Torino che da decenni porta avanti un discorso teatrale espressivo d’avanguardia e sociale nello stesso tempo. Nel lavoro teatrale di “Stalker” i codici artistico-teatrali non sono mai astrazioni da trasmettere ma vissuti interazionali da condividere sia per i performer che per il pubblico più o meno occasionale. In questo modo di far teatro dove fra performer e altri come pubblico l’interazione comunicazionale è agita quasi continuamente in ogni spettacolo, non si pone neppure l’astrazione del comunicare significati/codici artistici dello spettacolo, perché i significati del “fare arte” sono immediatamente risultato trasferenziale dell’azione artistica: cioè piacere, condivisione che derivano da un lavoro artistico che diventa comune e sociale. Ne risulta un’elaborazione artistica, un lavoro artistico di altro livello, condiviso nei significati e autenticamente democratico, pur nella sua assoluta fragilità  di relazione temporanea ed effimera; ma c’è ancora qualcuno che “crede” in un’arte eterna, assoluta, preda di un delirio romantico-nevrotico insanabile (da Narciso impenitente)?

BIBLIOGRAFIA

– G. Contri – Il pensiero di natura – SIC Milano
– G. Gramaglia – Rubrica di psicologia della vita quotidiana – LFLP Torino
– R. Bertin – Roberpensiero ’08 – LFLP Torino

 

Leave a Reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Back to top