Incontri con… Ernesto Rinaldi

L’immagine che vedete qui sopra è di Wilhelm von Kaulbach e descrive la sconfitta degli Unni da parte dei Romani. Citata anche da Freud in “L’Io e l’Es”, l’opera rappresenta la fine della battaglia dove i morti,  pur salendo al cielo continuano a combattersi.

È proprio questo il nucleo concettuale dell’Incontro con… del prossimo sabato 13 aprile, ideato da Ernesto Rinaldi che ha scelto per l’appunto il titolo: “Quando si continua a combattere anche da morti”.

Rinaldi leggerà e commenterà con il suo stile ironico, ma al tempo stesso poetico e dissacrante alcuni brani tratti dall’antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters.

CHI È ERNESTO RINALDI?

Sono nato all’universo nel 1948, una domenica mattina.
Nato totalmente analfabeta ho dovuto impegnarmi a scuola
per imparare le lettere, ma non sapevo ancora metterle insieme fino a quando
sono uscite le Ultime lettere di Jacopo Ortis ed è stato tutto più chiaro.
Ho abitato a ridosso del campanile che mi ha facilitato la scoperta della
fede, facendomi però diventare sordo come si dice, come una campana.
Ho provato a fare l’attore ma in un allestimento del Muzio Scevola
ho perso parte della mano destra. Ho tentato di fare il gay, ma non
essendo convincente sono rimasto eterosessuale.
Ho incontrato gli scritti di Freud in una antologia delle medie superiori,
e da allora ho sempre coltivato l’interesse per saperne di più, fino ad approdare
al LFLP dove ho potuto mettere in pratica il mio, nel suo pensiero.
Pratico il piacere, l’interesse per molte cose: letteratura, pittura, teatro, musica,
chitarra, violoncello, canto, lavori manuali vari, ma soprattutto la relazione.
Un giorno, ma anche una sera, morirò.

Ernesto Rinaldi
Ernesto Rinaldi

 

 

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