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Guerra e pandemia

Nell’articolo “The war must go on” la guerra deve continuare, Maria Delia Contri mette in luce come la guerra ha sempre avuto ottimi rapporti con la pandemia. Nell’apprezzare il lavoro mi fa piacere aggiungere alcune riflessioni.
In ogni tempo i due eventi si sono sempre accompagnati molto bene, drammaticamente a braccetto!
Già  Freud in Avvenire di una illusione (1927) denuncia le imperfezioni di civiltà  di una minoranza che ha capito come impossessarsi del potere e dei mezzi di coercizione che impone ad una maggioranza recalcitrante.
Freud si domanda se l’umanità , che ha fatto progressi costanti nella conquista della natura, sia davvero capace di organizzare i rapporti umani.
La storia nei secoli ha attraversato tutta una serie di situazioni nelle quali guerre e pandemie virali si sono sempre intrecciate.
Dalla peste nera a quella bubbonica fino alla spagnola della prima guerra mondiale i morti sono stati nell’ordine di centinaia di milioni.
Passi ancora un tempo, ma che oggi non resti indagato il rapporto tra guerra e pandemia è davvero inquietante.

Banalmente interrogando Google su quanti sono i conflitti nel mondo oggi in corso – ciascuno può verificare – i risultati sono terrificanti:

Sono 69 gli Stati coinvolti in guerre, per un totale di 831 milizie-guerrigliere e gruppi terroristici-separatisti-anarchici che ne fanno parte.

Sembra quasi, guardando l’immagine, che allora qui da noi le cose vadano bene: siamo solamente reclusi, ma vivi.
Come mai resta censurato a tutt’oggi il rapporto tra guerre guerreggiate, ripeto 69 stati, e la guerra economica?
Come mai non si denuncia la minaccia e non si prendono in cura quei milioni di esiliati dalle guerre ed ammassati in campi dove la malnutrizione e la mancanza d’igiene regna sovrana?
Gente che vaga senza alcuna prevenzione cercando disperatamente soccorso in quelle società  morbosamente attaccate alla propria arrogante agiatezza!
Come mai non si parla delle politiche economiche che hanno sottratto soldi alle sanità  pubbliche?
Solamente in Italia il servizio sanitario nazionale, la più grande ed importante struttura della nazione, è stato saccheggiato per coprire i buchi di bilancio nazionale: in dieci anni le sottrazioni sono state per 37 miliardi di euro!
Guerra economica tra stati arroganti: non sarebbe necessaria una lettura che metta in condizione ciascuno di domandarsi ciò che Einstein domandava a Freud in Perché la guerra?
Uno degli aspetti più importanti mi pare che venga sistematicamente negato affinché non venga letto bensì oscurato.
Non è possibile che la massa sia dominata da una minoranza, dove ogni lavoro viene imposto: va ridotto il sacrificio pulsionale ed occorre riconciliare l’individuo affinché s’indennizzi, ma ciò viene respinto e sconfessato da un sistema nazionale e mondiale che non ha alcun interesse che la massa colga i problemi e compia azioni responsabili.
La guerra è l’alleato e lo strumento più opportuno, e la storia lo testimonia, per costringere l’individuo a restare nella massa e non alzare la testa per capire.
Guerra e pandemia: guerra è pandemia e viceversa.

Leggi il contributo di Maria Delia Contri.

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