La leggenda della cucina delle teste

Dalla testa di cavolo alla scienza di pensiero?

 

La leggenda del panettiere di Eeklo – comune belga delle fiandre – mette in luce l’insofferenza ed il disagio umano del XVI secolo.

Il panettiere del paese aveva inventato una sostanza che attentamente unta e spalmata sulla testa, sul volto e cotta in giusta misura permetteva di cambiare il proprio carattere e la fisionomia del viso.

La scena – dipinta sulla tavola ad olio ( 21x 32 cm ) da un pittore fiammingo non identificato, custodita alla Galleria Sabauda dei Musei Reali di Torino – riprende l’interno della panetteria.

In primo piano le persone sono sedute in attesa di essere decapitate  dai garzoni di bottega per essere sistemate con un cavolo in testa. Sullo sfondo altri aiutanti stanno impastando, ungendo ed infornando le teste mozzate che dopo la cottura dovranno essere nuovamente rimesse sul corpo.

Il panettiere accoglie i nuovi insofferenti e curiosi illustrando la cura che verrà eseguita spiegando loro le varie fasi del trattamento per giungere allo star bene.

La signora, in primo piano sulla destra, manifesta le sue perplessità con ritrosia.

The Legend of the Baker of Eekloo, Cornelis van Dalem, 1550 – 1650, oil paint, 30×39.5 cm

Sono stati necessari ancora alcuni secoli per riconoscere – grazie a Freud – che c’erano davvero dei mezzi più consoni ed efficaci all’uomo per migliorare l’insoddisfazione sino a giungere alla scienza del pensiero, lavoro tuttora in corso con l’aiuto di G.B.Contri.

Mi domando se il quadro fiammingo non sia ancora in grado di rappresentare una dimensione, evidente a chiunque, dei mezzi inopportuni utilizzati.

  Oggi c’è una tale stagnazione di amalgama deformata sul concetto di pensiero sano che rende una qualsiasi presa in carico del problema d’incerta soluzione. Attualmente siamo al culto del non pensiero, nel mare magnum della “psicologia naturale” della FESTA DELLA MAMMA dove la perplessità è rimasta solamente più ai bambini.

Cercherò un centro di gravità permanente che mi faccia cambiare idea sulla gente, grazie alla cucina Think! di Giacomo B. Contri ?

Il disagio della civiltà, Ettore gramaglia, 1975, olio su cartone telato (40×30)

 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Torna in alto