Un caso in seduta

Una brillante e preparata paziente trentenne in seduta mi narra del proprio  matrimonio contratto da due anni.

Vive il matrimonio come imposizione, come una violenza.

“Qualcuno mi ha messo una forca alla gola”.

Aveva visto tre anni prima la possibilità di uscire dalle origini.

Il matrimonio come la chiave per poter uscire dalla cultura familiare.

Mentre la famiglia le aveva comperato un alloggio vicino alla casa genitoriale già una decina di anni addietro, quando il mercato aveva prezzi più alti, lei voleva trovare il modo per uscirne.

I genitori a riguardo del lavoro commentavano: “Attenzione ai passi troppo lunghi”. Lei ha sempre cercato lavori importanti e lontani.

Madre: “solamente nel caso ti dovessi sposare, allora potremmo anche venderlo, ma ora non conviene!”

“Ho visto nel futuro marito l’uomo perfetto che mi portava via dalla terra familiare”.

“Bene allora mi sposo!”.

Attualmente.  “Da subito dopo il matrimonio con il marito non riesco più ad avere rapporti sessuali”

Faccio notare il riflessivo del “mi sposo”

“Mi sposo” senza oggetto è mi sposo con un ideale, mi sposo con la teoria presupposta che ho scelto di abbracciare, mi sposo con l’educazione che mi è stata impartita (anch’essa priva di soggetto del rapporto).

Cosa trasmette un ideale di questo tipo? A mio parere la trasmissione dell’assenza di rapporto come eredità di rapporti privi di soggetto.

E così il matrimonio come escamotage per poter “uscire dalla cultura familiare” diviene al contempo l’emblema della stessa.

Questo movimento mi ricorda quello descritto da Freud nel parlare delle pulsioni umane, che tendono incessantemente alla scarica, e quando queste vengono ostacolate da un Dio trovano diverse vie per sopire la tensione. Ma l’uomo è davvero soggiogato?

A differenza degli animali l’uomo è in grado di produrre Dei o artefatti. Gli Dei sono immagini mentali raccontate o apprese (vedi i miti) che è meglio far uscire da sé, per vederli meglio, data la loro evanescenza e astrattezza.

Ciò che è “contratto” si può contrarre come una comune malattia o stipulare, come un nuovo patto di partnership, un contratto per un nuovo progetto. In che modo si è posta la signora rispetto all’evento del matrimonio?

 

 

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