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Psicoanalisi e scienze

PARADIGMI EPISTEMOLOGICI E SCIENTIFICI COME SALVEZZA DEI SOGGETTI: UNA FISSAZIONE ARCHETIPICA PERICOLOSA E INUTILE

Sul “Manifesto” del 18/03/2011 è comparso un interessante intervento di R.K. Salinari sui paradigmi epistemologici scientifici, con tutte le conseguenze tecnologiche derivate, rispetto alla produzione di energia attraverso l’atomo.
L’autore, sostanzialmente, fa risalire l’attuale scelta di produzione atomico/energetica attraverso la “scissione dell’atomo” alla filosofica scissione di Cartesio tra “res cogitans” e “res extensa” che ha determinato conseguenze tecnologiche basate sulla scissione dell’atomo per produrre energia. A questa visione epistemologico-scientifica di “scissione” che l’autore riconduce (in qualche modo) ad un archetipo “maschile” scientificamente prevalente, oppone un’altra visione scientifico-epitemologica rispetto alla produzione energetica che è quella della “fusione dell’atomo” (come avviene nei processi termonucleari nelle stelle) che in questi anni è stata progressivamente abbandonata (questo è vero, ma a livello sociale se ne sa molto poco del perché di questo abbandono) nonostante la sua “presunta” (mia aggiunta) maggior sicurezza ecologico ambientale ciò che l’autore ribadisce è che questo tipo di “scienza” è riconducibile ad una “visione femminile” della vita, quindi più rispettosa della realtà  stessa. Il mio commento è sul reiterato e patologico errore che questa “visione scientifica” comporta e sul mai nominato potere scientifico sugli individui che questo modo di pensare/agire la scienza comporta. “Le scienze … moderne non hanno facoltà  di giudizio in alcun processo psicologico, né facoltà  di liberazione, né di costituzione del soggetto nel suo moto di pensiero e azione” (G. Gramaglia). Ancora G. Gramaglia: “La scienza si occupa d’altro . . . in modo non banale di oggetti non pensanti”. Traiamo le conseguenze da queste premesse;

A) La scienza non ha caratteristiche né maschili, né femminili (tra l’altro così patologicamente intese come solo “scissione” o solo “fusione”) ma ha il compito/possibilità  di lavorare su oggetti/non pensanti per trarne risultati proficui.

B) Quando la scienza produce, al contrario, risultati peggiorativi per i soggetti, è proprio in conseguenza dell’avvenuto espropriamento che la scienza contemporanea attiva, del giudizio di facoltà  di ogni individuo su cosa sia bene o male per esso, sostituendo alla facoltà  di giudizio individuale, teorie idealizzanti (economicamente favorevoli alla ricchezza di pochi) sul “bene sociale” sul “progresso scientifico-economico”, ecc.

C) Inoltre, la visione di una “scienza al femminile” che l’autore incautamente (ma patologicamente) propone come “migliore” non risolve minimamente il problema dell’esautorazione del soggetto compiuta dalla scienza, rispetto alle sue scelte/competenze per un moto a soddisfazione: semplicemente sostituisce altri “ideali presupposti” a quelli ritenuti insufficienti: un discorso di “cose e oggetti” fuori dalla realtà  di ogni soggetto: l’inferno di un “utopia che si fa beffe del reale di ogn’uno”.

Quali conclusioni trarre da queste note/osservazioni?

1) Se la scienza contemporanea non torna ad agire come scienza delle cose e non del “bene dei soggetti” il futuro stesso di ogn’uno di noi sarà  sempre più esautorato delle sue competenze e facoltà  di giudizio.

2) Contrapporre archetipi ideali di scienza al maschile e al femminile è sempre ugualmente (anzi, doppiamente) patologico: un ideale imposto si sostituisce ad un altro, sempre fuori dal reale moto a soddisfazione di ogni soggetto.

3) Proposta concreta: la scienza energetica si occupi realmente (se i poteri economici lo permetteranno) di sviluppare/valutare i vantaggi della “fusione atomica” rispetto ad altre vecchie e pericolose tecnologie, ma successivamente: lasci ad ogni soggetto la possibilità /competenza di giudicare i vantaggi sociali di tale scelta, se ancora sarà  possibile.
Non ci serve una scienza degli ideali che esautora le competenze di ogn’uno, ma una scienza che offra soluzioni/oggetti giudicabili da ogn’uno come “società  degli amici nel pensiero”*

BIBLIOGRAFIA

– R.K. Salinari – Tecnologia e filosofia dell’atomo – “Manifesto” 19.03.2011
– G. Gramaglia – Rubrica di psicologia della vita quotidiana – L.F.L.P. –

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