Il presente è un regalo

Il presente è un regalo

Il presente è un regalo! Questa affermazione, in  un periodo lontano dai saldi stagionali, può essere un’offerta conveniente, da prendere al volo. Ci sarebbe poi  da valutare se si tratta di un buon regalo, non è dato che debba sempre essere così, insomma il presente va verificato.

Ricordo che una zia di mia moglie, per il nostro matrimonio, ci regalò un vaso in ceramica che ritenemmo entrambi così orribile  che ci affrettammo a nascondere talmente bene che quando la zia annunciò che sarebbe venuta a trovarci non riuscivamo più a ritrovarlo; ma la cosa più rilevante è che anche la zia risultava essere veramente poco piacevole perché mentre con lo sguardo vagante forse cercava la collocazione del vaso, parlava continuamente criticando questo o quel parente in termini negativi affermando poi che lo diceva solo a noi che eravamo persone per bene. Il sospetto che in altra sede parlasse male anche di noi era legittimo. In quell’occasione ci fu chiaro   cosa vuol dire scartare un regalo.

Ma il presente è anche questa roba qui che ti approcci a leggere, è ciò che sta accadendo, adesso, adesso, adesso, adesso, adesso, adesso. È ad esso che voglio rivolgere la mia attenzione, perché tra il primo adesso e l’ultimo  è cambiato qualcosa, nel senso che il pensiero ha mutato forma, ha lavorato le parole lette elaborandole in concetti, forse fuori ha anche smesso di piovere, mi è venuto in mente quell’appuntamento, qualcuno mi ha chiamato facendo cambiare direzione all’interesse.

Di certo è mutato qualcosa, perlomeno nel  pensiero che non sta mai fermo. È vero che siamo più inclini a riproporci  il passato in forma ideale con l’affermazione: “Una volta sì che…” così troppo simile al c’era una volta delle favole. Ciò che è accaduto nella mia storia mi serve riconoscerlo perché è da lì che sono partito, ma poi è sconveniente rivoltare  gli stessi eventi, se non si ricava altro che ripicche, rancori o nostalgie.

Il fantasma è una fantasia malata che si aggira nel pensiero, un tarlo, e che attua una obiezione alla relazione perchè la posizione di altro è occupata da un presupposto, un nulla, appunto un fantasma,  che si preoccupa indebitamente: “Chissà cosa vorrà da me”.

Alla stessa maniera pensare il futuro, che comunque prima che avvenga nessuno può conoscere, può essere nocivo se questo corso di pensieri porta ad una indebita conclusione di predestinazione di eventi.

Il presente, ciò che accade, è la prova di realtà, è il mondo come si presenta ai nostri sensi è quanto possiamo cogliere, proprio nel senso di prenderlo, per farcene qualcosa.

Siamo per lo più scarsi di realtà psichica, cioè di quella presenza del pensiero nello svolgersi della percezione di ciò che ci interessa, là dove pensiero ed affetto procedono con lo stesso passo.

Freud scopre dalle analisi dei suoi pazienti che la patologia si instaura per un problema con la realtà, in Analisi terminabile ed interminabile scrive: “L’apparato psichico non sopporta il dispiacere, deve scacciarlo ad ogni costo e quando la percezione della realtà reca dispiacere, è essa – ossia la verità – a dover essere sacrificata”.

Questo sacrificio ha un  prezzo, un costo economico enorme per il soggetto, egli dovrà, fin quando non ne viene a capo, giocare la sua partita sempre su più tavoli diversi, con un dispendio di forze esorbitanti senza mai concludere.

Ecco perché il presente, ciò che accade qui ed ora, è un regalo, una offerta da prendere in considerazione  per la propria economia; quando guadagno qualcosa vuol dire che (finalmente) non sono preso dall’ideale. Meno valori,  meno ideali e più passioni favorevoli per ciascuno, ogni mio atto bisogna che abbia il corrispettivo compenso.

La patologia mette in luce e indica come un atto concreto, semplice nella sua esecuzione,  possa divenire quanto di più astratto esista e quindi impossibile da realizzare, un esempio per tutti: smettere di fumare comporta l’atto elementare di non accendere la sigaretta.

10 maggio 2018

2 commenti

  1. Dico anche il presente è il mio beneficio.

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