“Presente aperto”: la recensione

di Giancarlo Gramaglia

Il libro “Presente aperto“ di Gabriella Cominotti e Gian Pietro Séry mi ha sorpreso nel suo trattare di religione in un modo che religioso non è.

O meglio la questione: a partire dai testi liturgici domenicali si può giungere al giudizio dell’uomo Cristo.

Mi pare un arricchimento notevole perché aiuta a cogliere ed a ri-conoscere il pensiero di un uomo, Cristo, troppo spesso ristretto a schemi preconcettuali che non permettono di arrivare a ciò che lo caratterizza.

Nel dialogo delle liturgie gli autori fanno emergere la soddisfazione di andare oltre: di aggiungere a Matteo (21,18-22) sul fico che non fa fichi, non tanto la parabola della fede quanto il “fare sempre ciò che ti piace”. Risponde il partner da Milano, con Giovanni (8, 32) che la verità  rende liberi, dove precisa che la libertà  è anche libertà  di scegliere il proprio vantaggio.

Ed avanti così in questa partita a tennis sugli interessanti e molteplici commenti al rito della messa tra i due autori dove alla liturgia genovese risponde la milanese.

Per arrivare dove, ci si potrebbe chiedere?

Per arrivare al soggetto, cioè a qualcuno che può pensare e pensa con la propria testa ed aggiunge il proprio pensiero all’attività  già  elaborata.

Il presente è aperto perché ciascuno può grazie al lavoro di Sigmund Freud, di Giacomo B. Contri e dei soci SAP procedere, cioè metterci del proprio.

La ricchezza e la vastità  dei lemmi trattati fa del testo un particolare strumento di servizio molto proficuo.

3 pensieri su ““Presente aperto”: la recensione

  1. Ringrazio il Dott. Gramaglia per l’entusiasmo con cui sin dall’inizio ha accolto il nostro libro e lo ringrazio supplementarmente per questa efficace recensione in cui ancora una volta raccoglie con profitto i frutti del nostro lavoro ri-ponendoli davanti a noi come fonte ulteriore di ricchezza. Grazie. Gianpietro Séry

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