L’oggetto del godere: una ulteriore teoria presupposta che alimenta malessere sociale

Ancora una volta pseudo-pensiero psicoanalitico utilizzato a difendere/innalzare teorie sociali e “club privè” viene diffuso in appoggio di posizioni, ideologie su omosessualità e omofobia che avrebbero bisogno di essere decostruite e non trasformate in vessilli di presunti diritti negati.

E’ il caso dell’articolo di F. Lolli sul “manifesto” del 07/11/09 che affronta il discorso del “presunto” orientamento sessuale del soggetto per trasformarlo in una rigida teoria sociale e relazionale, impermeabile ad una seria decostruzione psicoanalitica che vada da Freud a Contri fino alle posizioni autenticamente psicanalitiche descritte dal lavoro del L.F.L.P. di Torino su sessualità e omosessualità. Ma andiamo con ordine : parlare di teoria della sessualità e di oggetto sessuale: “è il vizio occulto dei fondamenti del nostro pensiero non sano, . . . inibitore del rapporto (S & A) . E pensare l’astrazione . . . alla mancanza per ritrovare l’unità . . .” (G. Gramaglia).

Sostanzialmente il privilegiare la coppia essere/divenire che censura totalmente il reale accadere di ogni individuo. Proprio questo pensare patologico viene esperesso da Lolli nel suo articolo quando parla di ricapitolazione definitiva compiuta dall’individuo come unico e irripetibile punto d’arrivo circa la sua scelta eterosessuale od omosessuale: Lolli avvalla come pseudo-pensiero psicoanalitico sul soggetto, una astrazione sulla sessualità che nulla ha a che fare con l’accadere nel soggetto sano: un oggetto che vede Au come totale possibilità di soddisfazione, senza percorsi separati verso oggetti sessuali privilegiati, che sono già dall’inizio scelte patologiche, pensiero nevrotico che purtroppo trova ascolto sociale di gruppo, a causa della violenza che comunque le strutture superegoiche sociali esercitano su chi esce dagli schemi di una sessualità funzionale ed imposta a fini di controllo individuale e sociale.

Lolli nega che: “tra essere e divenire c’è il mare dell’accadere, cioè dei fatti concreti che accadono nell’universo …” (G. Gramaglia) ed individua come percorsi rigidi e definiti le scelte sessuali degli individui: non ne riconosce per quanto riguarda l’omosessualità la limitazione rispetto all’universo possibile di soddisfazione e ugualmente pensa l’etero sessualità come altrettanto pre-definito esito “assoluto” della ricerca della soddisfazione. Così restiamo nella dimensione di un “simbolico assoluto”: la dimensione preferita del pensiero patologico non clinico e sociale. Proviamo quindi ad esaminare l’omosessualità non come aspetto determinato della soddisfazione, ma come teoria presupposta: “l’omosessuale è rigoroso nel fatto di rivolgersi solo a persone del suo sesso … pratica una filosofia incarnata di vita e teoria presupposta … (G. Gramaglia) l’omosessuale nega le “possibili” universali soluzioni al suo percorso di soddisfazione e costruisce un partito preso contro l’altra metà dell’universo; nega “a priori” con esso qualsiasi rapporto di soddisfazione. Allora, siccome le istituzioni sociali hanno sempre represso con violenza “diverse” espressioni sessuali (ma questo riguarda anche l’eterosessualità) è stato facile (almeno in parte) costruire un partito, fare proseliti per far passare una scelta di pensiero patologica da clinica a sociale. Ed è proprio questa che Lolli, nel suo articolo, incautamente difende, spacciandola come “l’acquisizione di una certezza, che il soggetto sperimenta …”: proprio come dicevamo prima, Lolli difende come pensiero sano una filosofia incarnata che esclude dalla possibile fonte di soddisfazione, attraverso i suoi talenti, metà dell’universo. Come dice ancora G. Gramaglia: “l’errore non sta nel fatto di fare sesso con lo stesso sesso, il che potrebbe andare benissimo, ma il fatto che il sesso con lo stesso non produce il figlio, cioè cambia in logica quel rapporto di scambio che fonda il diritto, rispetto alla coppia dell’universo uomo/donna, perché nell’omosessualità non c’è universo …”: vale a dire “figlio” come arricchimento dell’universo. Nell’omosessualità non c’è lavoro economico, ci si ferma solo a guardare, spesso si produce pensiero sublime ed ineffabile: il massimo della perversione relazionale. Lolli, infine, nella parte conclusiva del suo articolo, parla della eventuale azione psico-terapica ricondizionante per il soggetto omosessuale, chiedendosi se: “l’arma della parola, il potere del simbolico, sia in grado di bonificare l’ambito pulsionale …”. Qui siamo proprio fuori da qualsiasi analisi psicoanalitica, che rispetti il pensiero freudiano e i suoi sviluppi in Contri e nel L.F.L.P.: il primo punto, è ormai chiaro, è che Lolli non è neppure in grado di riconoscere, che già la posizione omosessuale si situa nel registro del simbolico e dell’astrazione e non salva nulla della N.S. di ogni individuo. Il secondo punto è che nessuna analisi agisce nella dimensione del simbolico: in analisi il simbolico e le sue teorie presupposte si decostruiscono, si smontano nel tentativo “possibile” che il oggetto riconosca la sua N.S. aperta alla soddisfazione in tutto Au. Detto tutto ciò, è scontato, che occorre denunciare con forza tutte le violenze e le omofobie che la nostra “incivile” struttura sociale manifesta: ma per far ciò non occorrono “nuovi diritti” da club privè degli omosessuali, ma è sufficiente difendere con forza i diritti di libertà di tutti gli individui che sono sanciti dalla nostra costituzione al di là di ogni orientamento di qualsiasi genere, e soprattutto da parte degli psicoanalisti difendere e far conoscere socialmente e culturalmente la N.S. di ogni soggetto orientata alla possibile soddisfazione in tutto e per tutto Au.

Altrimenti:

“ la meta finale del partito omosessuale è un mondo in cui nessuno ascolta nessuno … dove vige una pace oggettiva, mortifera, eletta a programma: Pasolini docet, si rilegga: “Supplica a mia madre” da “Pagine Corsare”. (G.-Gramaglia)

BIBLIOGRAFIA

– Franco Lolli – L’oggetto del godere tra corpo e pensiero – Manifesto – 07/11/2009

– G. Gramaglia – Rubrica di psicologia della vita quotidiana – LFLP

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