Forse più regina che re, si può partire da qui

La famiglia malata, patogena, scoppiata e cos’altro vuoi, è pur sempre un’astrazione, chiusa, barricata, collettiva. Per questo provo a partire da chi c’è dentro, tanto per prendere l’avvio visto che con le astrazioni e con i collettivi mi trovo male.
Nel tentativo di acchiappare il bandolo di una matassa grossa e ingarbugliata, nella difficoltà di dover pure iniziare da qualcosa, mi son trovata in mano la MADRE.
Al fine di mettere qualche dubbio a chi non ne ha ancora sull’idea di famiglia, (che non può che essere in crisi in quanto patologica e patogena per come comunemente la si intende), incomincerei togliendo peso alla Madre per restituirlo alla donna.
Nella famiglia la donna non c’è, sparisce schiacciata dal peso della Madre che è quasi sempre anche Moglie di un Padre, ma questo argomento lo accantono per dopo.
MADRE, che è pesante, ha un fisico possente da lottatore perché non le serve essere attraente, femminile e femmina se non per una marginale, breve funzione riproduttiva , MADRE, dicevo, è in aperta e dichiarata guerra con ‘donna’ e spesso riesce ad averla vinta.
Nella lotta senza esclusione di colpi bassi, MADRE stringe tra le sue mani l’esile collo di ‘donna’ e lo stringe. Donna non respira più e sentendo di essere destinata a morte sicura per soffocamento, in un ultimo disperato tentativo di salvezza si sottrae alla stretta e diventa donna-in -carriera, provando a sua volta se le riesce di prevaricare fuori di casa salvando cosi’ un po’ di potere . Se nemmeno questo la soddisfa o se l’operazione non va a buon fine, non le rimane che darla vinta alla MADRE con la maiuscola e ricalcare le orme di sua MADRE che, a quanto pare, pur essendo vecchia e un po’ rimbambita, di potere e di peso ne ha ancora da vendere, cosa che sta a dimostrare che scegliendo MADRE non si sbaglia mai.
Ed è cosi’ che di solito le famiglie sono afflitte non da una MADRE, ma da più MADRI, spesso in conflitto fra loro, per questo non ci si capisce più niente ed e’ cosi’ che, per quanto sia strano, di donne in queste famiglie non se ne contano per niente: tutte defunte.
E’ proprio come recita la canzone di un tempo, ‘Mamma solo per te la mia canzone vola, solo con te io non sarò più solo ’, quanto mi rendi felice etc (o qualcosa del genere), incoraggiando senza ritegno e senza pudore alla simbiosi sbandierata come modello di amore perfetto, inneggiando, idolatrando la MADRE.
C’è un problema: se si toglie peso alla MADRE per puntare i riflettori sulla donna che le sopravvive, se le sopravvive, si vedrà senza ombra di dubbio che la donna è leggera.
Donna leggera, per il senso comune e’ una brutta cosa, si differenzia da donna di malaffare solo perché non ne fa un mestiere, ma lo fa per un piacere che e’ considerato vizio deplorevole.
E’ curioso come l’aggettivo leggero-a, di per sé per niente negativo, diventi denso di pesanti significati e bieche allusioni quando lo si accompagna a donna.
Una bibita leggera e’ qualcosa che si beve volentieri e che non gonfia lo stomaco, lo stesso vale per i cibi, per la musica etc perciò perché la donna se è leggera non va bene?
L’unica spiegazione che mi viene in mente è che questo sia un colpo basso di MADRE che trasforma in brutto-negativo tutto ciò che non le somiglia, a maggior ragione se è bello visto che lei bella non è anche se, bisogna dirlo, non va mai fuori moda e aggiorna con cura il suo abbigliamento.
D. Pennac non c’è cascato, la madre dei suoi romanzi e’ talmente leggera da lasciarsi trasportare dovunque dal vento della vita. Se ne va perché e’ libera di scegliere e di vivere, ma non abbandona, lo stesso vento la riporta a casa ogni tanto per deporre un dono, per arricchire i tutti della sua famiglia con un nuovo interessante personaggio, in un girotondo continuo che non conosce limiti, ma nemmeno volgarità, egoismo o cattiveria. Questa donna, essendo madre e moglie di tanti, per un po’ di ciascuno in un rapporto intenso, ricco e producente, è donna ed è amore.
Se ne può concludere che la donna diventa pesante perché si fonde, con-fonde con MADRE che di peso ne ha da vendere da sempre.

Donna invece cos’è ?

Persona di sesso femminile stop. Ognuna troverà il suo modo d’essere persona di sesso femminile, inclusa, tra le sue esperienze di vita, la maternità se capita.
E’ proprio vero che per capirne qualcosa basta far ordine e buttar via le cose inutili che appesantiscono e confondono.
PS: verrà il turno anche del PADRE che non ho intenzione di lasciar da parte perché va bene cosi’ o perché non è importante, semplicemente rimando perché due pesi da 90 del genere non si possono considerare nella stessa esposizione senza il rischio di affondare nella noia o di cadere nello sconforto.

Un pensiero su “Forse più regina che re, si può partire da qui

  1. A mia mamma Maria io non la conosco, forse in qualche foto prima di sposarsi, sedici anni, le piaceva vestirsi – secondo la moda – 1935. “bene”, poi non conosco un Suo pensiero, come la pensasse, un pensiero, non li piacevono – i -neri- perché avevono il naso ammaccato. una volta mi ha raccontato di aver incontrato sull”utobus uno che ( forse a Lei piaceva ) , che la voleva, si sono .salutati e anche parlati, era soddisfatta, gli ha fatto piacere questo incontro, non mi ricordo se a me ha fatto piacere o no, forse si, ero d’accordo con Lei.

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