Lettera del Presidente ai Soci e Simpatizzanti dell’LFLP

Lettera del Presidente ai Soci e Simpatizzanti dell’LFLP

Lettera del Presidente ai Soci e Simpatizzanti dell’LFLP

A volte l’appuntamento fallisce: “avrai il mio corpo, ma non la mia anima/spirito/pensiero” è il leitmotiv della psicopatologia. Sotto le diverse forme rende ancora omaggio al pensiero turbato dalle teorie presupposte che hanno costruito e costituito per millenni un sapere malato di traguardi illusori ed astratti.

I filosofi Socrate, Platone, Montaigne e poi Kant hanno elaborato certamente un buon patrimonio d’idee che però non può essere pensato nell’Olimpo per poi essere calato edivulgato al popolo e tradotto in pensieri esemplificati. Senza togliere nulla ai filosofi citati,  intendo dire che hanno fatto solamente il loro lavoro individuale. Hanno espresso la legge che pensavano cioè pensiero individuale come lavoro legislativo, perché essi non sono stati altro che dei legislatori del proprio moto, che è il moto di ciascun uomo.

Dai filosofi Freud, Musattti, Lacan e poi Contri sappiamo che solamente ciascuno può essere legislatore. E’ solamente il pensiero come tale che può deviare verso mete patologiche. Il pensiero lavora per la propria soddisfazione e se con altri è meglio: non chiede nulla, ma si permette. Si permette d’incontrare compagni, perfino qualche altro filosofo, per esempio qualche Socio del LFLP.  Incontrare e produrre partner del pensiero: ecco ciò a cui tende la liberalità linguistica della parola “amore”. E’ la spinta, è quella spinta che ti viene dall’altro!

Ci ha insegnato Freud che ogni legge pulsionale è legge di moto di un corpo, e come in fisica non è l’interiorità del corpo.

Quanto al Laboratorio e non solo, invece di ripararsi altrove in un’inutile conflitto verso la Babele segnata dall’Università psicologica – titolata e saputa di teorie riservate a pochi – ci spingiamo ad affermare la scelta dell’economia linguistica che indica il diritto positivo a cogliere nell’appuntamento quelle partnership che conducono al profitto di ciascuno.

Invito i filosofi Soci e Simpatizzanti lavoratori a domandarsi:
C’è qualcuno o qualcosa sopra lo psicoanalista?
E poi ancora: Aspettando godo(t) è solo una questione di pronuncia?

Che sia di buon giorno a ciascun lettore.

Giancarlo Gramaglia

One thought on “Lettera del Presidente ai Soci e Simpatizzanti dell’LFLP

  1. Grazie Presidente,
    una domanda è sempre una domanda d’amore. Due sono abbondanza e comunque grazie per gli stimoli e riflessioni.
    A presto
    Giovanni Callegari

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