LA LEGGE E LA COLPA (Parte I)

di Giovanni Callegari. 

Parte prima.

Se dicessimo che la legge determina la colpa (come qualcuno ha detto) il mio intervento sarebbe finito qui e potremmo andare tutti a casa.

Di quale legge si vuole parlare? Tutte le leggi che sono state promulgate in passato e che vengono fatte nel presente e che saranno approvate in futuro determinano un “fuorilegge” di quanto precedentemente era legale. Se quello che prima della legge era legale, dopo la legge questo diviene fuorilegge e quindi illegale. La legge dello stato quindi ma quale stato? Le leggi degli stati europei, e mi fermo a questi, sono notevolmente differenti tra loro e quello che in uno stato è illegale nell’altro è perfettamente legale. Persino la determinante della maggiore età è diversa tra stato e stato. Quindi un minorenne in Italia potrebbe essere maggiorenne in un altro stato.

Teniamo conto che tutte le leggi dello stato ma anche religiose prevedono una sanzione. La sanzione è parte determinante della legge. Pertanto appare evidente che se la legge non c’era, io potevo svolgere tranquillamente quella o questa azione, quanto la legge viene posta quella stessa azione viene sanzionata come dolosa.

La colpa, quale colpa? Oggi si assiste allo strano fenomeno del “senso di colpa”. Chiunque commetta un dolo poi si “sente in colpa”. Si rompe un bicchiere a casa di un amico, si tradisce la moglie, si ruba un cellulare e poi “ci si sente in colpa”. No, c’è una distinzione fondamentale dall’essere colpevoli al “sentirsi in colpa”. Se ho rotto un bicchiere a casa dell’amico ho la colpa e o chiedo scusa o rifondo il danno e così in tutti gli altri casi. Oggi sembra che nessuno abbia colpe, tutti “senso di colpa”.

La colpa comunque, come abbiamo visto può esserci imputata dal fatto che abbiamo trasgredito la legge, magari quella legge che fino al giorno prima mi consentiva di compiere quell’azione ma che il giorno dopo diventa fuorilegge, sanzionabile e quindi io colpevole di aver trasgredito.

Sulla trasgressione vorrei aprire solo una breve riflessione: non esiste trasgressione se non premiale. Tutti gli atti cosiddetti trasgressivi sono ampiamente annunciati dai codici civili, penali, della strada e altri. Tutto quanto possiamo fare di male è previsto nei minimi particolari, cosa abbiamo rubato, come abbiamo rubato quanto abbiamo rubato, di quanto km in più rispetto al limite andavo ecc. ecc. tutto è previsto e sanzionato. Non si trasgredisce, si entra semplicemente in quanto lo stato e altri hanno previsto che tu potevi fare. L’unica vera trasgressione consiste nel fare qualcosa che nessuno ha potuto prevedere prima e, di solito, una nuova musica, pittura o prodotto viene accolto con entusiasmo e premiato nel sociale.

(Continua…) 

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